Fortaleza - 9 SettembreApro gli occhi e la luce che viene dalla finestra mi riscalda il panzone. Il sole e' gia' alto, mi sa che abbiamo dormito troppo. Vienna non sa dirmi che ore siano e allora chiamo Annamaria.
Con la sua vocina assonnata mi fa: "siiii! che voi? ma che ore sono?"
ed io: "non lo so, ho chiamato te che hai il cell per saperlo"
e lei dopo un po': "sono le 11 e 45".
In pratica erano le 6 e 45, forse non avevamo dormito poi cosi' tanto". Dopo una bella doccia, che ieri notte avevo deciso di saltare, ci siamo messi una cosa al volo e siamo scesi a fare colazione.
La colazione e' stata idilliaca. Tavoli pieni di frutta: papaia, melone, ananas, etc etc. Una signora stava cucinando una cosa strana fatta con prosciutto, formaggio e una pastella fatta con la tapioca, l'ho presa senza pensarci due volte.
E' ancora molto presto, possiamo fare ancora un sacco di cose. Abbiamo fatto un salto in spiaggia che si trova a poche centinaia di metri dall'albergo, la spiaggia di Iracema. L'acqua non e' molto bella, il mare e' agitato e c'e' vento, pero' la spiaggia e' molto larga e il bagno-asciuga e' ideale per gli sport da spiaggia come il footing, la bicicletta e ovviamente il calcio. Sul lungomare di Fortaleza ce ne sono molte di spiagge fatte in questo modo.
Alla fine di questa spiaggia hanno allestito un'area con diversi campi da beach volley, con tanto di tribune, sponsor e animazione. Abbiamo assistito ad una avvincente partita tra due squadre di due diversi stati brasiliani. Il livello era molto alto e il tifo era da stadio.Poi abbiamo proseguito per il lungomare. In un'altra spiaggia era pieno di chioschi attrezzati con ombrelloni e tavolini ma poi abbiamo deciso di tornare indietro perche' quelli del luogo si facevano sempre piu' invadenti per catturare la nostra attenzione e invitarci a sedere nel loro chioscho.
Ci siamo messi a mollo davanti alla spiaggia di Iracema, quella visitata prima. Sembra che sia passato molto tempo ma in realta' sono solo le 11. Sotto il sole cocente inizia a farsi sentire il calore, lo sento sulle braccia, per non compromettere i prossimi giorni decido di rimettermi la maglietta.
A pranzo abbiamo trovato un posticino molto semplice, con pochi tavoli. Dopo aver ordinato qualcosa da bere c'ha portato un piatto a testa composto da una base di riso in bianco, un pezzo di carne, fagioli, pomodoro, insalata e degli strani spaghetti. Beh! Tutti questi ingredienti presi singolarmente non erano un granche' ma mischiati tra di loro erano molto buoni.
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